Questa è una traduzione all'Italiano di Stefano Chizzolini relativa ad un articolo di Dominic Humphries il cui originale non è più disponibile all'URL originale (http://linux.oneandoneis2.org/LNW.htm) poiché è stato rimpiazzato da un "remix".

Vi avviso che le frasi racchiuse tra parentesi quadre ("[" e "]") sono mie delucidazioni o commenti che non appartengono al testo originale.

Buona lettura!

PS: Vorrei segnalarvi un video molto simpatico (da diffondere!) che introduce i neofiti al mondo del Software Libero raccontando di Ubuntu (GNU/Linux): "Lo gnu, il pinguino e il cerbiatto esuberante" di Christian Biasco e Francesca Terri.

Nel seguente articolo, mi riferisco al sistema operativo GNU/Linux e a vari progetti FOSS [Free and Open Source Software: software a sorgente libera e software a sorgente aperta, NdT] sotto il denominativo comune di "Linux". Solo per brevità...

Linux != Windows
(Linux non è Windows)

Se, come faccio io, anche voi dedicate del tempo a qualche forum su Linux, finirete inevitabilmente per montare su tutte le furie, come è capitato a me, a causa della mole di messaggi con questo tono:

"Salve! Sto usando Linux da qualche giorno, ed è in gran parte entusiasmante. Tuttavia, è un peccato che (questo o quello) non funzioni al modo di Windows. Perché mai gli sviluppatori non lo riscrivono completamente per farlo comportare come Windows? Sono certo che così Linux conquisterebbe molti più utenti!"

Potreste addirittura esservi scomodati a rispondere a queste richieste, solo per essere aspramente controbattuti da un novellino di Linux che dà per scontato che la sua idea, basata su anni di esperienza con un sistema operativo diverso più qualche ora su Linux, sia rivoluzionariamente brillante, e a voi non piace perché siete un "utente Linux della vecchia scuola" che considera le interfacce grafiche opera di Belzebù e vorrebbe che tutti fossero costretti ad inchiodarsi alla riga comandi.

Questo articolo intende spiegare a quei novellini esattamente perché le loro idee tendono ad essere flammate piuttosto che accettate.

Primo fra tutti, l'argomento più gettonato: "Se Linux lo facesse, molta più gente gli si convertirebbe da Windows!"

Allora, consentitemi di spiegare qualcosa che è fondamentale per capire Linux: la comunità di Linux non sta tentando di fornire all'utente Windows medio un sistema operativo sostitutivo. Lo scopo di Linux non è "Linux su ogni desktop".

Davvero. Onestamente, non lo è. Certo, sono entrambi sistemi operativi. Certo, possono essere entrambi usati per le stesse cose. Ma questo fa di Linux un'alternativa, non un rimpiazzo. Potrebbe sembrare una distinzione insignificante, ma in effetti è di vitale importanza.

Linux <=> Windows è come Motociclette <=> Automobili: entrambi sono veicoli che vi portano da A a B attraverso le strade. Ma hanno forme diverse, dimensioni diverse, controlli diversi e funzionano in maniere fondamentalmente diverse. Non sono liberamente intercambiabili. Hanno utilizzi diversi e diversi punti di forza & debolezza, e dovreste scegliere quello più appropriato, non sceglierne uno e aspettarvi che faccia tutto quello che fa l'altro.

A un automobilista potrebbe capitare di restare imbottigliato nel traffico e vedere una moto sfilargli al fianco indisturbata. Egli potrebbe invidiare la capacità del motociclista d'ignorare agevolmente quello che per un'auto è un noioso problema. Se quell'automobilista poi dicesse "So tutto delle automobili, quindi so già tutto delle motociclette!" allora sbaglierebbe.

E in ogni caso, egli sbaglierebbe. Perché pensa che una motocicletta sostituisca un'automobile, che possa e debba fare tutto quello che un'auto sa fare. Che possa funzionare allo stesso modo di un'auto, e che le caratteristiche "mancanti" di un'auto possano esserle direttamente appiccicate sopra.

Alla stessa stregua, solerti novizi di Linux suggeriscono che Linux debba somigliare di più a ciò cui loro sono abituati. E si piantano, per tutte le medesime ragioni. Linux e Windows si potrebbero usare per le stesse finalità, né più né meno di un'automobile e una motocicletta. Ciò non vuol dire che si possa passare direttamente dall'una all'altra, né tantomeno che le caratteristiche possano o debbano scambiarsi direttamente dall'uno all'altro.

Troppa gente pensa che migrare da Windows a Linux è come saltare da una BMW a una Mercedes [sarebbe più appropriato il viceversa, NdT ;-)]. Pensano che i controlli debbano essere gli stessi, la loro esperienza debba trasferirsi indenne, e tutte le differenze debbano essere in larga parte cosmetiche. Pensano che "Mi serve un'auto per usare la strada, mi serve un sistema operativo per usare il computer. Le auto funzionano tutte allo stesso modo, così i sistemi operativi dovrebbero funzionare tutti allo stesso modo." Ma questo è inesatto. "Mi serve un veicolo per usare la strada, mi serve un sistema operativo per usare il computer. So come guidare l'auto, ma sono ignorante di moto. So come usare Windows, ma sono ignorante di Linux." - questo è esatto.

Un utente Windows deve capire che lui è un utente esperto solo di Windows, non un utente esperto di computer; proprio come un automobilista è solo un conducente di automobili, non un conducente di veicoli polivalenti. Un utente Windows su Linux deve capire che è appena tornato ad essere novizio, proprio come un automobilista su una motocicletta. Un utente Windows deve accettare che ci siano modi diversi per raggiungere il medesimo risultato, così come un automobilista deve abituarsi al manubrio al posto del volante e alla necessità del casco che mai ebbe prima. E deve prepararsi ad accettare che "differente" non significa "inferiore".

Questa semplice constatazione causa gravi difficoltà agli utenti Windows più scafati. Arrivano a Linux con tanti comportamenti consolidati e l'attitudine dell'"Io so esattamente come usare un computer, grazie tante." Il problema è che... non lo sanno! Sanno solo come usare Windows. Quando capitano su un diverso sistema operativo, questi "power users" [utenti sofisticati, NdT] sono quelli con i problemi peggiori: hanno molto di più da disimparare.

Laddove un novellino dice "Io non so" e inizia a esplorare o chiedere sui forum, il Windows Power User dice "Io so come si fa, faccio così, così, cosà, e poi... non funzia! Stupido sistema operativo!" E quindi "Se a me che sono esperto non riesce di farlo camminare, un novellino è senza speranza! Linux non è in alcun modo pronto per l'uso desktop!". Non si accorgono che tutta la loro conoscenza gli rema contro, provocandogli più problemi che a utenti meno esperti. Hanno fatto l'errore di pensare che Linux sia un software differente che fa la stessa cosa di Windows, mentre è effettivamente software differente che fa cose differenti. Non sta facendo un cattivo lavoro sulle stesse operazioni, sta facendo un buon lavoro su operazioni alternative.

Linux è un'alternativa a Windows, ma non un rimpiazzo. Non sarà mai un rimpiazzo, perché ha obiettivi incompatibili. L'obiettivo di Microsoft è di piazzare il proprio software su quanti PC possibile, dato che la sua priorità è il profitto. Linux non ha quest'obiettivo, perché Linux è gratuito [il termine inglese "free" equivoca felicemente con il significato di "libero", NdT]. Ha una priorità differente.

Comprendere questo è comprendere il FOSS ["software a sorgente libero/aperto", NdT]. E' perfettamente comprensibile che i novellini di Linux non lo capiscano ancora - sono nuovi al concetto. Sono abituati a pensare in termini di software proprietario. Allora lasciatemelo spiegare:

Il tipico software FOSS è creato da qualcuno che si guarda attorno, non trova alcun software preesistente che gli piaccia, e così ne scrive uno proprio. Poi, dato che lui è un così bravo ragazzo, dischiude il codice sorgente e dice al mondo "e ora a voi!". Lo può fare perché costa nulla duplicare il software, e a lui non costa di più darlo al mondo piuttosto che tenerselo. Non soffre a cederlo.

Comunque, la cosa importante da ricordare è: egli non trae nemmeno beneficio dal cedere il suo software. Che venga usato da una persona, o da un miliardo, non fa differenza allo sviluppatore. Oh, sicuro, si prende la soddisfazione di sapere che ha fatto un prodotto popolare: il numero di persone che lo usano può essere un valido sprone individuale; un modo, se volete, di tenere il punteggio. Ma non gliene viene un baiocco: è FOSS.

Se il software ha successo, altra gente se ne interesserà, e aiuterà a migliorarlo. Questo è il vantaggio principale del FOSS: ogni utente è un potenziale sviluppatore. Ciascuno può introdursi e fare la propria parte per far funzionare il software meglio, con più funzioni, e meno difettoso. E' splendido quando un pezzo software attrae una comunità di sviluppatori. Ma è splendido per il software. Rende il software migliore. Non rende lo sviluppatore più ricco. Gli richiede solo più del suo tempo.

Il FOSS è l'esatto opposto del software proprietario alla Windows: nel FOSS l'obiettivo è il software, non il numero di utenti finali. Il software che funziona a dovere ma ha solo una manciata di utenti è considerato un fallimento secondo gli standard del software commerciale, ma un successo secondo gli standard FOSS.

Fare FOSS significa fare software di buona qualità, software che sa FARE le cose. Se lo volete usare, ci si aspetta che investiate tempo per apprendere come usarlo. E' stato creato e fornito a voi, gratis, da gente che ha investito parecchio del proprio tempo su di esso senza lucro personale. Il meno che possiate fare per ripagare il loro contributo è investire un po' del vostro tempo prima di lamentarvi che non funziona al modo dell'equivalente software Windows.

"Aha, ora ti frego," dice il novellino compiaciuto. "Ci sono progetti Linux che mirano a sostituire Windows, non solo esserne un'alternativa."

E' facile vedere da dove venga quest'idea. KDE e Gnome, ad esempio, forniscono un ambiente desktop che è molto più simile a Windows dei tipici gestori di finestre e righe comandi Linux. Linspire è una distribuzione basata quasi interamente sull'idea di rendere Linux simile a Windows.

Tuttavia, paradossalmente, questi provano la mia asserzione meglio di quella del novellino.

Perché? Perché questi progetti sono normali progetti FOSS, interamente gravitanti attorno al principio di migliorare il software. La sola differenza è che una delle definizioni di qualità in questi progetti è "Quanto agevolmente può usarlo un utente Windows?"

Non appena lo interiorizzate, non potete far altro che convenire che questi progetti sono 100% tipicamente Linux, con il solo scopo di migliorare il software. Questi sono progetti fatti da sviluppatori Linux ancor più altruisti del solito: non fanno software per il loro proprio uso, visto che conoscono Linux molto bene. Invece, fanno software interamente per il beneficio di altri: software che rende la transizione da Windows a Linux più semplice.

Questi sviluppatori, consci che ci sono utenti Windows desiderosi di migrare a Linux, hanno messo un sacco d'impegno per creare un ambiente Linux che gli utenti Windows possano trovare confortevolmente familiare. Ma non hanno fatto ciò per tentare di sostituire Windows, sebbene il risultato finale possa dare questa impressione. E' l'obiettivo finale a fare la differenza: l'obiettivo non è fare un rimpiazzo di Windows; l'obiettivo è facilitare la transizione di un utente Windows verso Linux.

Non è inusuale osservare ostilità verso questi progetti. Talvolta per motivi razionali, comprensibili ("KDE è un divoratore di risorse, usa Fluxbox"), talaltra per atteggiamenti irrazionali, ostili ("il software simile a Windows è cattivo"). Questo non è, effettivamente, un atteggiamento anti-Microsoft o anti-Windows. Invece, è la molto più semplice avversione verso ciò che non si comprende.

Il "tipico" utente Linux è un appassionato: usa i computer perché i computer sono divertenti, programmare è divertente, sfrucugliare/smanettare/pistolare è divertente. E Linux è un sistema operativo assai migliore per l'appassionato smanettone: può smontarlo fino al livello più fondamentale, e riassemblarlo esattamente come gli pare.

Tuttavia, il flusso attuale di nuovi utenti Linux è in larga parte costituito da non-appassionati non-smanettoni. Vogliono solo che il computer funzioni, un computer che funzioni come Windows. Non gliene importa di spendere del tempo settando Linux per farlo girare come li aggrada, vogliono che funzioni subito così, bell'e pronto.

Ed è perfettamente giusto, ma dalla prospettiva di un tipico utente Linux, questo è come la pretesa di chi vuole un'automobile Lego già preassemblata e tutta incollata in modo tale da non potersi scomporre. E' alieno alla loro comprensione. L'unico modo con cui possono reagire è con uno sconcertato "Perché mai qualcuno vuole quello?"

E' sconcertante. Se vuoi un'automodello già pronto, compra un'auto giocattolo. Se vuoi un'auto che puoi costruire e scomporre, compra Lego. Perché mai qualcuno vuole un'auto Lego per usarla come un'auto giocattolo? Il punto fondamentale di Lego è che ti diverti ad assemblarla da te!

Ecco come un tipico utente Linux reagisce alla brigata del "Perché non può solo funzionare?": "Se vuoi solo che funzioni, usa Windows. Se vuoi smanettarci, usa Linux. Perché mai vuoi passare a Linux se non hai alcun interesse a trarre vantaggio dalla sua natura open source ["a codice sorgente aperto", NdT]?"

La risposta, solitamente, è che loro non vogliono effettivamente passare a Linux. Vogliono solo fuggire da Windows: stanno scappando dai virus; si stanno mettendo in salvo dal malware; tentano di disfarsi delle restrizioni all'uso dei loro software a pagamento; stanno tentando di sgusciare dalle grinfie dell'EULA ["accordo di licenza utente finale", NdT]. Non stanno cercando di entrare in Linux, stanno cercando di uscire da Windows. Linux è semplicemente la meglio conosciuta alternativa.

Qualcosa di più tra poco...

Potreste pensare "OK, questo spiega perché gli sviluppatori non fanno uno sforzo deliberato per far funzionare il loro software come Windows. Ma certamente al software Linux si potrebbe dare un'interfaccia grafica ["Graphical User Interface" (GUI), NdT] che sia amichevole come Windows senza per questo interferire con i principi FOSS?"

Ci sono alcune ragioni per cui questo non è il caso.

Primo: Pensate veramente che chi crea un pezzo software gli dia deliberatamente un'interfaccia utente miserabile?

Quando qualcuno devolve una larga porzione del proprio tempo alla creazione di un pezzo software, egli farà l'interfaccia utente ["User Interface" (UI), NdT] migliore possibile. La UI è parte molto importante del software: è inutile avere funzionalità se non vi si può accedere attraverso l'UI. Può darsi che non sappiate quale sia, ma c'è sempre un motivo per cui l'UI funziona nel modo in cui funziona. Perché? Perché è la migliore UI che l'autore potesse creare.

Prima d'insistere che una UI tipo Windows renderebbe il software migliore, tenete a mente questo fatto: L'autore di questo software, un codificatore che, per definizione, conosce molto più di voi questo pezzo software, non concorda con voi. Può darsi che si sbagli, ma spesso è il contrario.

Secondo: SONO già disponibili interfacce grafiche carine e simil-Windows. Non mi riesce di ricordare una funzione che non si possa controllare attraverso una GUI, non importa quanto di alto livello. Potete compilare il vostro kernel (make xconfig), settare il vostro firewall (fwbuilder), partizionare il vostro hard drive (qtparted)... è tutto lì, bello, interattivo, intuitivo, e amichevole.

Ma il "ciclo di rilascio" di Linux non è quello di Windows. Non vi rilasciano un rifinito, lucidissimo pacchetto GUI sin dagl'inizi. Le GUI aggiungono complessità senza funzionalità al software. Uno sviluppatore non si siede per progettare una bella GUI che fa niente, egli si siede e crea un pezzo software che fa ciò che gli serve.

La prima cosa che un pezzo software fa è essere usabile dalla riga comandi ["Command Line Interface" (CLI), NdT]. Avrà probabilmente ogni sorta d'opzioni d'invocazione, e forse un prolisso file di configurazione. Questo è come inizia, perché è la funzionalità ciò che è richiesto. Tutto il resto viene in seguito. E pure quando il software ha una GUI carina, è importante ricordare che di solito esso può ancora essere controllato completamente dalla CLI e dal file di configurazione.

Per concludere, molteplici GUI possono esistere per svolgere lo stesso compito, e non si può prevedere quale sia installata.

Quindi ricordate, se chiedete "Come faccio...?", vi sarà molto probabilmente detto come farlo attraverso la CLI. Ciò non significa che può solo essere fatto dalla CLI. Riflette appena l'importanza relativa che la GUI ha comparata alla CLI nello sviluppo di un progetto software.

L'ultima cosa che dovete fissarvi in testa: le GUI per il software saranno spesso un pezzo software separato. Potrebbe anche darsi che sia stato sviluppato in maniera completamente indipendente dal software originario, da sviluppatori completamente diversi. Se vuoi una GUI, non è improbabile che questa sia un'installazione separata, piuttosto che un pezzo unico.

Questo, indubbiamente, significa un passaggio ulteriore per ottenere quella GUI dal comportamento elusivo, "alla Windows", ma ciò non toglie che così potete fare proprio tutto quello che volete attraverso una bella GUI, "proprio come Windows". Avete solo da ricordare: una GUI è solitamente l'ULTIMO passaggio, e non il primo. Linux non privilegia la forma alla sostanza.

Terzo: Linux è deliberatamente progettato per l'utente informato e consapevole, piuttosto che il principiante ignorante. Questo per due ragioni:

Quarto: Dove, nel testo precedente, avete scorto un modo con cui il FOSS beneficerebbe effettivamente dall'attrarre caterve di tipici utenti Windows?

Prendetevi del tempo. Rileggetelo, se volete. Aspetterò.

Il principio-guida di Linux e del FOSS è "fai buon software". Non è "fai software di rimpiazzo a Windows". La sola cosa con cui un'orda di tipici utenti Windows contribuirà a Linux sono le lamentele. Di che si lamenteranno? "Non funzia come qua su Windows."

No, non lo fa. Se funzionasse come Windows, Linux s'attaccherebbe al tram. Sarebbe una bruttacopia che nessuno userebbe. La ragione per cui la gente è così appassionatamente devota a Linux è che non funziona come Windows. Non fa tutto per voi, non presuppone che voi siate eterni pivelli ignoranti, non vi nasconde tutti i meccanismi interni.

Windows vi scarrozza in giro; Linux vi dà le chiavi e vi fa sistemare al posto di guida. Se non sapete guidare, il problema è vostro. E vostra è la colpa. Una marea di gente vi aiuterà a imparare se lo chiedete. Ma non avrete successo se tentate di convincere qualcuno che ciò di cui Linux ha bisogno è uno chauffeur.

"Ma questo renderebbe Linux così tanto più popolare!", il lattante strepita.

Può anche darsi. Ma quanti sviluppatori Linux beneficerebbero da un Linux popolare? Linux è gratuito, come può esserlo la birra a scrocco. Nessuno tra quelli che creano Linux profitta dall'acquisizione di una più larga base di utenti. Nessuno tra quelli nei forum di Linux profitta dall'acquisizione di una più larga base di utenti. La finalità di Linux non è "acquisisci una più larga base di utenti" - quella è la finalità del software proprietario.

L'obiettivo di Linux è fare un sistema operativo davvero pregevole. Gli sviluppatori sono occupati ad aggiungere funzionalità, rimuovere bachi, e migliorare le implementazioni esistenti. Non sono impegnati a piantare cartelloni pubblicitari che decantano quanto è bella la loro roba. Questo dovrebbe dirvi qualcosa su dove stiano le loro priorità.

E guardate a ciò che quest'approccio ha comportato alla base degli utenti Linux: l'ha fatta aumentare. Linux è partito piccino, e si è ingigantito. La ragione per cui ha attratto così ampi consensi? Perché ha puntato sempre sulla qualità. Gli utenti attratti da Linux sono utenti che vogliono la libertà e la qualità che solo il FOSS può dare loro. Linux è diventato grande perché non si è mai interessato di quanto grande fosse diventato. Gli sviluppatori si sono focalizzati esclusivamente sul farlo funzionare, e funzionar bene, e così hanno attratto utenti che volevano un sistema operativo che funzionasse, e pure bene.

Buttar via improvvisamente tutto e focalizzarsi invece sul rendere Linux il rimpiazzo di Windows sarebbe uccidere proprio quella cosa che ha reso Linux quello che è. Ci sono aziende là fuori che hanno osservato la crescita di Linux, e vogliono farci i quattrini sopra. Sono frustrate dalla GPL ["General Public License", licenza GNU del software libero, NdT], che rende molto difficile per loro vendere Linux ai prezzi Microsoft. "Linux morirà se resterà aperto", dicono, "poiché nessuno riesce a farci sopra i soldi."

Non si accorgono che rendere Linux proprietario sarebbe ammazzare la gallina dalle uova d'oro. Linux è cresciuto perché è FOSS, e nessuno intendeva farne il sostituto di Windows. Linux prospera perché combatte Windows su un fronte nel quale Microsoft non potrà mai sconfiggerlo: apertura e qualità.

Per molti utenti Windows, Linux è una bruttacopia di Windows. Ha apparentemente meno funzionalità, meno integrazione, e molta più complessità. Da quel tipo di utenti, Linux è visto come un cattivo sistema operativo. E d'altronde correttamente: esso non soddisfa le loro esigenze. Le loro esigenze sono un sistema operativo che è semplicissimo da usare e fa tutto senza che abbiano a imparare alcunché.

Windows è creato per utenti non tecnici. La percezione diffusa tra quegli utenti è che Linux è difficile da usare. Non è così, ma è un pregiudizio comprensibile.

Linux è effettivamente beatamente semplice da usare. Genuinamente. E' davvero semplice. La ragione per cui non è percepito in questo modo? Perché il termine "facilità d'uso" è stato vergognosamente distorto. Nell'uso comune, "facile da usare" ora significa "facile per fare qualcosa senza sapere prima come farla" [mi viene in mente l'innocente candore con cui un neonato espleta i suoi bisogni corporali -- ma siamo cresciuti, ragazzi: è l'ora di pretendere da sé stessi qualcosa di più che pappa-cacca-nanna!, NdT]. Ma quello non è assolutamente "facile da usare", o no? Quello è "facile da intuire". E' come la differenza tra:

e

E' molto più facile aprire l'auto, giusto? Un tasto da ovunque vicino l'auto, opposto a numerosi giri di ghiera molto specifici. Tuttavia, per qualcuno che non sa come aprire ambedue è più facile aprire la cassaforte che l'auto: la cassaforte ha istruzioni chiare disponibili in loco, mentre l'auto ha appena i tasti che manco sono applicati all'auto.

Linux è lo stesso. E' facile da usare se sapete come usarlo. E' facile da usare, ma non è sempre facile da imparare. Solo se avete la volontà di investire del tempo per imparare Linux lo troverete semplice. Inevitabilmente, più si scompone un'operazione nei suoi semplici passaggi, più passaggi si devono compiere per eseguire l'operazione.

Come esempio davvero semplice, prendete questo esercizio arbitrario: volete spostare cinque linee (paragrafi) dal centro di un documento testuale alla fine.

In MS Word, MS WordPad, o MS Notepad, tutti editor di testo "amichevoli" di Windows, il modo più rapido per fare ciò è:
- Ctrl-Shift-Down
- Ctrl-Shift-Down
- Ctrl-Shift-Down
- Ctrl-Shift-Down
- Ctrl-Shift-Down
- Ctrl-X
- Ctrl-End
- Ctrl-V

(si assume che si stia usando la tastiera. Altrimenti, occorrerà qualche operazione di clicca-e-trascina col mouse e un'autoscorrimento affidabile).

In vi [pronuncia: "vi-ai", NdT], invece, è:
- d5d
- Shift-g
- p

(o, se si conosce vi veramente bene, appena ":1,5m$" funziona altrettanto bene!)

Vi, che è "inamichevole" quasi quanto efficace, batte le offerte di Microsoft a mani basse. Perché? Perché vi fu progettato per la funzionalità, mentre Microsoft progetta per l'"amichevolezza". Microsoft spezza tutto in piccoli passaggi, e così sono necessari molti più passaggi per ottenere la medesima operazione.

Questo rende vi molto più rapido e facile da usare per virtualmente tutte le operazioni di modifica testuale. Appena quanto voi sapete come usarlo. Se non sapete che "d5d" significa "Piazza cinque linee di testo nel buffer, ed eliminale dal documento" allora faticherete per far funzionare vi. Ma se lo SAPETE, allora volerete con esso.

Così quando qualche novellino nota quanto rapidamente e facilmente un utente esperto di vi sa fare le cose, immediatamente concorda che vi è superiore a Word per la modifica testuale. Allora tenta di usarlo lui stesso: lo fa partire e si trova di fronte a uno schermo pieno di "~"; quindi prova a digitare qualcosa, ma sullo schermo non compare nulla.

Scopre i modi d'inserimento e di comando, e inizia a provare l'uso di vi con un bagaglio limitato di conoscenza delle sue funzioni. Fatica, poiché ci sono così tante cose da imparare per riuscire a far funzionare vi come si deve. Allora lamenta "vi sarebbe molto meglio se fosse così facile da usare come Word!"

Ma il vero problema è "Io non so usare vi e non mi frega niente imparare." Ma questo significherebbe che il problema era il suo, mentre invece egli incolpa dei propri problemi il software. Non importa se migliaia d'individui usano felicemente vi senza problemi: è troppo difficile da usare, deve essere cambiato!

E credetemi, se riuscirà a fare un editor testuale che è "amichevole" come Word e funzionale come vi, sarà accolto con nient'altro che applausi. In effetti, sarà probabilmente insignito del Premio Nobel per la Genialità, visto che nessun altro è mai stato in grado di farlo in precedenza. Ma belare ai quattro venti che vi è difficile da usare sarà accolto da derisione, perché il problema non è vi, il problema è lui.

Illustrazione PEBKAC da UserFriendly.org
Da UserFriendly.org Copyright © 2004 J.D. "Illiad" Frazer.

E' come acquistare il pennello di da Vinci e poi lamentarsi che ancora non si è buoni a dipingere. Non fu il pennello a fare Monnalisa, fu la capacità dell'artista. Il pennello è uno strumento che si affida alla capacità dell'utilizzatore. Non c'è altro modo per acquisire quella capacità che esercitarsi [anche se neppure questo talvolta basta, ma si tratta di casi disperati... ;*), NdT].

Lo stesso con vi. Lo stesso con svariati pezzi software Linux che i nuovi utenti lamentano essere "troppo difficili" o "non abbastanza intuitivi", che stiano parlando di un editor di testo, un gestore di pacchetti, o la riga comandi stessa.

Prima di iniziare a insistere che qualcosa in Linux ha bisogno di correzione, c'è un'importante domanda da chiedersi: "Gli utenti esperti hanno problemi con questo?"

Se la risposta è "No", allora il problema è vostro. Se altra gente riesce ad usarlo profittevolmente, perché voi no? Avete dedicato il tempo per imparare come usarlo? O vi aspettate che basti dirgli "Vai" perché lavori per voi?

"Amichevole" e "funzionalità grezza" sono esclusive. Tutti quei bottoncini e menù a cascata che sono vitali per rendere un pezzo software semplice da usare sono solo ostacoli sulla strada dell'utente esperto. E' la differenza tra navigare da A a B con mappa & bussola, e andare da A a B seguendo i segnali stradali: chiunque può arrivare seguendo i segnali, ma c'impiegherà il doppio di chi sa come andarci direttamente.

Map of routes

Se voglio incollare il valore di una formula in Excel, devo farlo attraverso i menù Edit->Paste Special->Paste Values. Io non voglio navigare attraverso tutti quei penosi "amichevoli" menù, sottomenù e finestre di dialogo. Io voglio solo che sia fatto. E, ad essere onesto, se riprogrammo i tasti funzione e registro qualche macro, posso far fare a Excel e Word molte cose alla sola pressione di un tasto.

Ma questo non è veramente amichevole, 'n'è vero? Richiede ancora all'utente di investire un mucchio di tempo nel software. Linux vi richiede di dedicare del tempo all'apprendimento delle funzionalità esistenti. Il software"amichevole" vi impone di dedicare il tempo a creare la funzionalità.

Se questo è il modo che preferite, va bene, proseguite come vi pare. Ma non perdete mai di vista il fatto che la colpa è della vostra ignoranza e non del software. Tutto il software Linux è supremamente facile da usare, una volta che lo sappiate usare. Se non imparate, non sarà facile, e ciò non perché il software sia colpevole.

Ora, potreste incominciare a pensare che Linux abbia un problema caratteriale. Non vuole utenti, non intende rendere la vita facile ai suoi utenti... è solo per smanettoni snob!

Niente di più falso. Certo che Linux vuole utenti! E sicuramente non vuole fare cose difficili. All'opposto: il software difficile da usare è, per definizione, software cattivo.

Ma dovete capire, le sue definizioni possono essere diverse dalle vostre, e diverse dalla "tradizionale" mentalità del software proprietario.

Linux vuole utenti che vogliono Linux. E tutto quello che ciò comporta: il software libero, con codice sorgente aperto; l'abilità di sperimentare con il vostro software; la posizione di chi è al posto di guida, in pieno controllo.

Questo è ciò che Linux è, tutto ciò che lo riguarda. La gente migra a Linux perché è stufa di virus, di BSOD, di spyware. E' comprensibile. Ma quella gente non vuole Linux. Vuole solo Windows senza i suoi difetti. Non vogliono davvero Linux. Così perché Linux dovrebbe voler loro?

Ma se provano Linux per sfuggire a virus e spyware, e poi decidono di appoggiare l'idea di un sistema operativo sotto il loro pieno controllo... è così che vogliono Linux per quello che è. Ed è così che Linux vuole loro.

Prima che voi decidiate di passare a Linux, chiedete a voi stessi "Perché voglio cambiare?"

Se la risposta è "Voglio un sistema operativo che dia tutto il potere nelle mani dell'utente e si aspetti che lui sappia come adoperarlo": scegliete Linux. Avrete da investire una quantità sostanziosa di tempo e sforzo prima di fargli fare ciò che vi pare, ma alla fine sarete premiati da un computer che fa esattamente ciò che voi volete.

MA...

Se la risposta è "Voglio Windows senza i suoi problemi": fate un'installazione pulita di Windows XP SP2; settate un buon firewall; installate un buon anti-virus; non usate mai IE per navigare sul web; aggiornatevi regolarmente; riavviate dopo ogni installazione software; e leggete delle buone pratiche di sicurezza. Per quanto mi riguarda ho usato Windows dalla 3.1 fino alla 95, 98, NT, e XP, e non ho mai avuto un virus, sofferto di spyware, o craccato. Windows può essere un sistema operativo stabile e sicuro, ma sta a voi mantenerlo a quel modo.

Se la vostra risposta è "Voglio un rimpiazzo di Windows senza i suoi problemi": comprate un Apple Mac. Ho sentito cose meravigliose sul rilascio Tiger di OS X, e forniscono pure hardware d'aspetto gradevole. Vi costerà un nuovo computer [con OS X 86 per Intel e qualche aggiustamento di compatibilità si potrebbe anche riciclare il proprio PC, NdT], ma otterrete ciò che volete.

In entrambi i casi, non passate a Linux. Sarete delusi sia dal software che dalla comunità. Linux non è Windows.


Se avete dei commenti, buoni o cattivi, su quest'articolo, segnalatemeli o scriveteli sul mio blog.

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Revisioni
19.04.2006 Rilascio iniziale
25.05.2006 Limature varie
25.01.2007 Alleggerimenti e limature. Ringrazio Alessandro Crotti (sandrinux d|o|t c a|t gmail d|o|t com) per il contributo della propria versione che mi ha spronato a rivedere certi passaggi per renderli più digeribili. 02.01.2008 Segnalazione risorse relative al Software Libero (Free Software)